CLINICA DEL CAVALIERE
TESTIMONIANZE E AMICI
“Sono arrivato da Vinicio grazie a Francesca, una mia allieva, amazzone e istruttrice di equitazione, che era già sua paziente. Mi aveva parlato del lavoro che stavano facendo insieme e mi ha consigliato di conoscerlo.
Quando monti tutti i giorni finisci per abituarti a certe tensioni e rigidità. Diventano quasi normali e, senza rendertene conto, il corpo impara a compensare.
Quando ho iniziato il percorso con Vinicio avevo accumulato una forte tensione soprattutto nella zona cervicale, dorsale e lombare. Quello che mi ha colpito fin dall’inizio è che non ci siamo concentrati soltanto sulle zone più contratte, ma abbiamo cercato di capire il mio corpo nel suo insieme.
Abbiamo iniziato un percorso di riequilibrio posturale associato a trattamenti specifici sulla muscolatura e, seduta dopo seduta, ho cominciato a sentire il cambiamento. Le tensioni si sono ridotte in modo importante, mi sono sentito più libero nei movimenti e ho ritrovato sensazioni che probabilmente, con il tempo, avevo imparato a non percepire più.
La cosa che per me conta di più, però, è che ho sentito la differenza anche a cavallo.
Quando il tuo corpo è più libero ed equilibrato cambia anche il modo in cui riesci a stare in sella, ad accompagnare il movimento e a comunicare con il cavallo.
Noi cavalieri siamo abituati a prestare un’attenzione enorme al fisico dei nostri cavalli: osserviamo ogni piccolo cambiamento, cerchiamo di capire quando qualcosa non va e facciamo di tutto perché possano esprimersi al meglio.
Questa esperienza mi ha fatto capire quanto sia importante imparare a fare la stessa cosa anche con il nostro corpo.
Perché in sella siamo in due. E quando il cavaliere ritrova equilibrio e libertà di movimento, a beneficiarne è tutto il binomio.”

“I cavalli fanno parte della mia vita da quando avevo dodici anni. Ho iniziato a insegnare molto giovane e, da allora, il mio lavoro e la mia quotidianità si svolgono quasi interamente in scuderia e sui campi di equitazione.
Ancora oggi monto diversi cavalli, ma soprattutto trascorro molte ore in piedi in campo per seguire gli allievi del Centro Ippico Lombardo: d’inverno con il freddo, d’estate con il caldo. E nei fine settimana molto spesso si parte per le gare.
È una vita che amo e che ho scelto, ma con il passare degli anni ho capito che anche il corpo di chi insegna e monta ha bisogno di essere seguito.
Con Vinicio abbiamo iniziato un lavoro rivolto soprattutto a quelle rigidità e tensioni che, nel tempo, si erano accumulate a livello muscolare, tendineo e articolare.
Attraverso il trattamento manuale, le mobilizzazioni articolari e un lavoro di stretching passivo abbiamo cercato progressivamente di restituire al mio corpo maggiore mobilità ed elasticità.
Non cercavo semplicemente un trattamento da fare quando qualcosa faceva male. Volevo trovare un modo per continuare a fare bene quello che faccio ogni giorno, cercando di mantenere il mio corpo efficiente nonostante le tante ore trascorse in sella e in campo.
Oggi ci vediamo circa una volta al mese. È diventato un appuntamento con il mio corpo: un momento per capire come sta reagendo al lavoro, intervenire sulle tensioni che si sono accumulate e mantenere nel tempo la mobilità che abbiamo recuperato.
Ma una parte importante del percorso avviene anche fuori dallo studio.
Vinicio ha preparato per me un programma di esercizi da eseguire a casa, così posso continuare in autonomia il lavoro iniziato durante il trattamento. Questo mi ha fatto capire una cosa importante: prendersi cura del proprio corpo non può limitarsi all’ora trascorsa sul lettino.
Il trattamento aiuta, ma poi dobbiamo diventare noi stessi parte del percorso.
Dopo tanti anni, trascorsi con i cavalli so bene quanta attenzione dedichiamo ogni giorno al loro benessere, alla loro preparazione e al loro recupero.
Con il tempo ho capito che, se voglio continuare a montare, insegnare e stare in campo come ho sempre fatto, devo imparare a dedicare la stessa attenzione anche al mio corpo.
Perché l’esperienza ti insegna tante cose.
Una di queste è che per continuare a fare ciò che ami, devi imparare a prenderti cura anche di chi lo fa.”

“Una caduta in concorso, una frattura alla clavicola e, improvvisamente, tutto si ferma.
Per chi vive quotidianamente tra cavalli, lezioni e allenamenti, un infortunio non significa soltanto avere dolore. Significa interrompere la propria quotidianità e iniziare subito a chiedersi: quando potrò tornare? E soprattutto, come tornerò?
Dopo la caduta mi sono affidata a Vinicio, che mi ha accompagnata fin dall’inizio. Una delle prime cose che ho apprezzato è stata proprio questa: quando è stato necessario approfondire la situazione dal punto di vista specialistico, mi ha indirizzata all’ortopedico giusto, con il quale definire il percorso più appropriato per il mio infortunio.
Da quel momento abbiamo iniziato un vero percorso riabilitativo.
Non semplicemente una serie di trattamenti, ma un lavoro costruito passo dopo passo intorno al recupero della spalla e, progressivamente, del mio corpo nel suo insieme.
Dopo una frattura ti accorgi che non basta aspettare che l’osso guarisca. Devi recuperare il movimento, vincere le rigidità, ritrovare forza e controllo e, soprattutto, tornare ad avere fiducia nel tuo corpo.
Con Vinicio stiamo lavorando proprio su questo.
Ogni fase ha il suo tempo e ogni nuovo risultato diventa il punto di partenza per quello successivo. L’obiettivo non è soltanto recuperare dalla frattura. Il mio obiettivo è tornare a fare quello che amo e tornare a farlo bene.
Perché io non sono soltanto una paziente con una clavicola fratturata. Sono un’amazzone e un’istruttrice. Il mio corpo deve tornare ad affrontare le ore in scuderia, il lavoro con gli allievi e, naturalmente, deve tornare a funzionare in sella.
È questo che mi piace del percorso che sto facendo alla Clinica del Cavaliere: sapere che la riabilitazione non finisce quando passa il dolore o quando una radiografia dice che la frattura è guarita.
Finisce quando posso tornare alla mia vita e ai miei cavalli con un corpo nel quale sentirmi di nuovo sicura.
Ed è verso quel momento che stiamo lavorando.”
“Il mio obiettivo non è soltanto recuperare dalla frattura. È tornare a fare quello che amo e tornare a farlo bene.”

“Sono arrivata da Vinicio perché il mio corpo aveva iniziato a mandarmi diversi segnali e sentivo che era arrivato il momento di ascoltarli.
Dopo aver montato mi capitava di ritrovarmi con una caviglia gonfia. In passato avevo avuto anche una frattura alla clavicola che non avevo mai realmente riabilitato e, da allora, avevo la sensazione che qualcosa nella mia postura fosse cambiato.
A questo si sono aggiunti, nell’ultimo periodo, episodi di mal di testa.
Presi singolarmente potevano sembrare problemi diversi. Quello che cercavo, però, non era qualcuno che si occupasse soltanto della caviglia, della spalla o della cervicale. Volevo capire meglio cosa stesse succedendo al mio corpo nel suo insieme.
Essendo amazzone e istruttrice, il mio corpo è anche uno strumento di lavoro. Passo molte ore con i cavalli, monto e insegno, e so quanto equilibrio, mobilità e libertà di movimento siano importanti quando siamo in sella.
Con Vinicio siamo partiti proprio da qui: dalla mia storia.
Dalla vecchia frattura, da come avevo recuperato, dalle sensazioni che avevo oggi e da ciò che accadeva al mio corpo dopo aver montato. Poi abbiamo iniziato a valutare postura, mobilità e possibili compensi, senza dare per scontato che tutti i miei disturbi avessero necessariamente la stessa origine.
È una cosa che ho apprezzato molto.
Non cercare subito un punto da trattare, ma cercare prima di capire la persona che c’è dietro quel sintomo.
Il mio percorso alla Clinica del Cavaliere nasce quindi dal desiderio di recuperare un maggiore equilibrio e una migliore consapevolezza del mio corpo, affrontando ciò che emerge passo dopo passo.
Perché quando lavori ogni giorno con i cavalli è facile dedicare tutta la tua attenzione a loro e continuare ad andare avanti anche quando il tuo corpo comincia a chiederti qualcosa.
Io ho deciso di iniziare ad ascoltarlo.
Perché prima ancora di cercare un corpo perfetto in sella, voglio avere un corpo che conosco, che ascolto e di cui imparo a prendermi cura.”
“Il mio corpo aveva iniziato a mandarmi diversi segnali. Ho deciso che era arrivato il momento di ascoltarli.”

“Sono arrivato da Vinicio circa due anni fa per un problema alla cervicale.
Era comparso durante le vacanze estive, dopo un periodo in cui avevo giocato molto a tennis senza essere probabilmente preparato fisicamente per quel tipo di attività.
Risolto il problema cervicale, pensavo che il nostro lavoro fosse praticamente terminato. In realtà, è stato proprio da lì che è iniziato il percorso più importante.
Vinicio mi ha fatto notare che negli ultimi anni ero cresciuto molto in altezza, ma che il mio sviluppo muscolare non aveva ancora seguito completamente questa crescita. E questo iniziava a farsi sentire anche a cavallo.
Mi ha quindi proposto di iniziare un percorso di preparazione atletica individuale specifica per l’equitazione e, nel mio caso, per il dressage.
All’inizio non avevo mai pensato davvero a me stesso come a un atleta da preparare fisicamente. Eppure, più cresce il livello a cui monti, più ti rendi conto di quanto il tuo corpo sia importante.
Sotto la guida del mio istruttore Roberto Brenna sto crescendo molto dal punto di vista tecnico. Le riprese diventano progressivamente più impegnative e quello che viene richiesto a me e al cavallo aumenta. Non soltanto tecnicamente: aumenta anche l’impegno fisico, mentale ed emotivo.
Per questo il lavoro che faccio con Vinicio è diventato una parte importante della mia preparazione.
Stiamo lavorando per costruire un corpo più forte, stabile e coordinato, ma soprattutto un corpo capace di rispondere alle richieste sempre maggiori che incontro in sella. Non si tratta semplicemente di andare in palestra o diventare più forte: gli esercizi vengono scelti e costruiti pensando a quello che devo fare quando monto.
Oggi, con un nuovo cavallo e nuovi obiettivi davanti a me, stiamo iniziando a pensare anche alla possibilità di prepararci per affrontare qualche concorso internazionale.
È un passaggio importante e so che, aumentando il livello, dovrò essere preparato anch’io.
Per me il supporto di Vinicio sta diventando fondamentale proprio per questo: mentre Roberto mi aiuta a crescere tecnicamente come cavaliere, il lavoro alla Clinica del Cavaliere mi aiuta a costruire il fisico che mi serve per poter esprimere in sella quello che sto imparando.
E probabilmente la cosa più bella è che oggi non penso più alla preparazione fisica come a qualcosa da fare soltanto quando c’è un problema.
La considero parte del mio essere cavaliere.
Se chiediamo ai nostri cavalli di diventare atleti sempre migliori, credo che anche noi dobbiamo essere pronti a crescere insieme a loro.
E infatti Vinicio l’ho già consigliato anche ai miei amici in scuderia.”

“Quando sono arrivata da Vinicio avevo molto male al collo.
Lo sentivo rigido e contratto e facevo fatica a girare bene la testa. La cosa che mi dispiaceva di più era non poter montare come prima, perché andare a cavallo è una delle cose che amo di più.
All’inizio ero anche un po’ preoccupata, perché non sapevo bene cosa avremmo fatto.
Vinicio però mi ha spiegato tutto e abbiamo cominciato piano piano. Ha lavorato soprattutto sui muscoli del collo, sempre delicatamente, e seduta dopo seduta ho iniziato a sentire che riuscivo a muovermi meglio.
Mi ricordo la sensazione di quando il collo ha cominciato a essere di nuovo più libero: prima mi ero quasi abituata a sentirlo rigido e solo quando ho ricominciato a muoverlo bene mi sono accorta della differenza.
La cosa più bella, però, è stata poter tornare a cavallo.
Oggi sto molto bene, ho ripreso a montare e sono tornata anche alle gare.
E questa era la cosa che desideravo più di tutte.
Perché quando hai nove anni non pensi tanto alla fisioterapia o alla riabilitazione. Pensi solo a quando potrai tornare dal tuo cavallo.
Io ci sono tornata.”

“Faccio il maniscalco e il mio è un mestiere che mette il corpo alla prova ogni giorno.
Per lavorare sullo zoccolo devo stare a lungo piegato in avanti, con la zampa del cavallo stretta tra le gambe. La schiena rimane in flessione, le gambe sostengono e stabilizzano, mentre braccia e spalle lavorano continuamente con martello, tenaglie e gli altri strumenti del mestiere.
Sono gesti che ripeti per ore, cavallo dopo cavallo.
E poi ci sono le condizioni in cui lavoriamo: il freddo dell’inverno, il caldo dell’estate, le scuderie, gli spostamenti. È un lavoro che richiede forza, resistenza e soprattutto un corpo che riesca a seguirti.
Ho conosciuto Vinicio alcuni anni fa alla Scuderia Sceree di Bodio Lomnago, dove sono il maniscalco di riferimento. Quando ho saputo che lavorava come osteopata e massofisioterapista gli ho parlato dei problemi che avevo alla schiena.
In quel periodo avevo molto dolore nella parte bassa della schiena e all’anca destra. Anni trascorsi nelle posizioni tipiche del mio lavoro avevano iniziato a farsi sentire e affrontare le giornate era diventato sempre più difficile.
Gli ho chiesto se potesse trattarmi.
Mi sono trovato bene fin dall’inizio e da allora è nato un appuntamento che, negli anni, è diventato praticamente fisso: il lunedì mattina alle sette.
Per me non significa aspettare che la schiena faccia male per intervenire. È diventato un modo per iniziare la settimana rimettendo il corpo nelle condizioni migliori possibili per affrontare il lavoro con continuità.
Perché facendo il maniscalco non posso evitare di stare piegato, non posso smettere di usare il martello e non posso scegliere se lavorare soltanto quando non fa troppo caldo o troppo freddo.
Posso però prendermi cura del corpo che deve affrontare tutto questo.
Dopo tanti anni, ho capito che anche questo fa parte del mio mestiere.
Il cavallo mi affida i suoi piedi.
Io ho imparato a non dimenticarmi della mia schiena.”
